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Ricordando Canova

Ricordando Canova

Ricordando Canova

La fredda materia del marmo che diventa carne, sensualità e tensione: è questo sorprendente contrasto il tratto distintivo dell’opera di Antonio Canova, uno dei figli più illustri del nostro territorio, di cui quest’anno ricorre il bicentenario della morte.

Ritenuto il più grande esponente della scultura neoclassica, il Canova nacque nel 1757 a Possagno, che oltre a dargli i natali lo vide crescere come scultore grazie agli insegnamenti del nonno paterno, un abilissimo scalpellino e capomastro.

Il suo talento fu subito evidente. Secondo un aneddoto raccolto nelle Memorie trevigiane del frate Domenico Maria Federici del 1830, a soli 12 anni, incantò i commensali a una cena ricavando un perfetto leone da un pezzo di burro. Si tratta probabilmente di una leggenda, ma che da sola basta a comunicare la stima del territorio per questo grande artista, che nel 1816 fu anche nominato cittadino onorario di Asolo.

Treviso fu la prima a celebrare il Canova dopo la morte, commissionando un busto in sua memoria a Luigi Zandomeneghi e un componimento musicale al grande Gioacchino Rossini, ma anche la prima a valorizzarlo e a farsi carico della sua riscoperta critica negli anni Cinquanta, con la prima mostra monografica dedicata all’artista organizzata dallo storico e critico d’arte Luigi Coletti.

In occasione del bicentenario della morte del Canova, tutta la provincia si è mobilitata per organizzare una serie di iniziative, mostre ed eventi che permettono a turisti e abitanti di ammirarne anche alcune opere recentemente riscoperte.

Tra queste il dipinto della Maddalena penitente, che la Fondazione Canova ha potuto attribuire con certezza all’artista dopo un lungo lavoro di studio e ricerca, e che sarà esposta fino al 25 settembre in una mostra dossier al Museo Gypsotheca di Possagno, una realtà espositiva costruita attorno alla casa natale del grande scultore.

Sempre a Possagno, dove si trova anche il celebre tempio da lui progettato, sarà possibile visitare la mostra "Canova e il dolore", mentre il Museo Bailo di Treviso ospiterà fino al 25 settembre la mostra “Canova gloria trevigiana”, che riunisce più di 150 opere, molte delle quali mai esposte al pubblico.

C’è anche chi celebra il Canova con una dolce proposta: Eros Perisello, dell’Osteria Roer di Possagno, per l’etichetta Profumi E Sapori Del Grappa - Terre Di Canova, ha creato La Canoviana, un morbido lievitato la cui forma rotonda ricorda la cupola del tempio canoviano.

La Canoviana unisce alcuni ingredienti della pinza con quelli della “fugaza” veneta: il lievito madre, la farina, il latte, il tuorlo d’uovo, il burro, lo zucchero.

“È un dolce semplice e genuino”, spiega Eros Perisello, “proprio come il cibo che Canova consumava quando calcava le nostre terre”.