SPEDIZIONE GRATUITA SU TUTTI GLI ORDINI! (*fino a max 20Kg)

Basta ansia da prova costume. Sì alla body positivity!

Basta ansia da prova costume. Sì alla body positivity!

Basta ansia da prova costume. Sì alla body positivity!

Per primo fu Dove, brand di prodotti per la cura del corpo che in uno storico spot mise a nudo la costruzione della bellezza da pubblicità, mostrando il lavoro di luci, trucco e fotoritocco dietro a un singolo scatto fotografico.
Era il 2004 e da lì l’opinione pubblica iniziò a sensibilizzarsi verso qualcosa che, in fondo, sapeva da sempre: la bellezza reale non è quella patinata che vediamo sui media.

Oggi si parla ampiamente di body positivity, un movimento che mira a promuovere l’accettazione del proprio corpo così com’è, liberandolo dagli standard di bellezza imposti. E così sulle passerelle vediamo finalmente donne di taglie diverse, con pelli imperfette o segnate dal tempo, mentre cresce la sensibilità contro le espressioni di body shaming, i giudizi negativi basati sull’aspetto fisico.
Allo stesso tempo, la famosa “prova costume” sta scomparendo dai titoli delle riviste femminili e si parla sempre di più di “costumi inclusivi”, ovvero disegnati per valorizzare qualsiasi silhouette e offrire anche a chi non ha un corpo da copertina la possibilità di esprimere il proprio gusto, la propria personalità, la propria voglia di stare comoda o di apparire.

E i negozianti della provincia di Treviso cosa ne pensano?

“La mia clientela è fatta soprattutto di donne dai 40 anni in su”, ci racconta Tatiana Menoncello di Tamo, “e da me cerca soprattutto qualità e vestibilità al giusto prezzo

E i modelli scelti, seguono le mode o la forma fisica?

“La moda è un fattore importante, le donne vogliono sentirsi in accordo con le tendenze, fanno molta attenzione al coordinato, con il costume abbinato al copricostume, a prescindere dal proprio fisico”, continua Tatiana. “Qualche anno fa, ad esempio, spopolava il reggiseno a fascia, oggi vedo un grande ritorno del triangolo, anche su chi ha un seno più importante, con coppa C o D. In parte è dovuto al fatto che, rispetto al passato, molti più seni sono ritoccati chirurgicamente, ma c’è sicuramente un maggiore desiderio di sentirsi bene e di valorizzare il proprio corpo così com’è”.

Anche per Anna, di Atelier Via Veneto, il fattore determinante è il rapporto qualità-prezzo: “Chi sceglie il piccolo negozio anziché la grande catena è soprattutto alla ricerca di tessuti e tagli di qualità. Le mie clienti conoscono i brand che tratto e sanno che ho prezzi adeguati al prodotto”.

Costumi mare: quali sono i modelli più richiesti quest’anno?

“Sicuramente i due pezzi. La mia clientela è composta soprattutto da donne dai 35 anni in su, che vogliono sentirsi belle. Sono attente soprattutto ai colori e alle stampe, è molto richiesto l’animalier. Ho venduto moltissimi copricostume che la cliente utilizza anche nella vita di tutti i giorni come abito o camicione”.

Anche nell’utilizzo di un capo d’abbigliamento, insomma, vince la libertà.